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2000-2001
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(Intervento del Governatore Eletto Enrico Cesarotti al Seminario Presidenti e Segretari – Frascati 11 giugno 2000)

Amici tutti buongiorno, buongiorno a chi mi conosce, buongiorno ovviamente a quelli che conosco meno: è colpa mia nonostante che abbia girato abbastanza. Credo di poter riconoscere nella sala il viso amico della maggior parte di Voi e sono sicuro che alla fine dell'annata i visi amici saranno tanti, ben più di quelli di oggi.
Mi dispiace che il Governatore Pegoraro abbia dovuto lasciare ma altri impegni, importanti ovviamente, lo chiamano in un altro posto. Noi siamo sicuri che lui è con noi, se non altro con il pensiero.
Vorrei iniziare la giornata scusandomi con le signore, cerimonieri, tesorieri, addetti stampa e con tutti quelli che non abbiamo potuto invitare qui oggi per questioni logistiche. La scelta di questa località, che spero Voi gradiate, è stata fatta sull'onda di una spinta temporale piuttosto stretta; in altre parole, abbiamo girato tutta Roma e dintorni per trovare un posto adatto. Siamo riusciti a trovare questo, che guarda caso è anche vicino a casa mia, perché io abito a Frascati, ma questo è solo un fatto incidentale. Spero che possiate gustare questa struttura, perché è veramente una struttura diversa. Ecco non dico che questo sarà uno dei motivi conduttori della mia annata, però a me piacerebbe, con l'aiuto di tutti Voi, fare le cose in un modo diverso. A me piace che, arrivati in un ambiente come questo, ci si rilassi e si lavori in amicizia, in allegria e con la voglia di fare.
Ora, dopo essermi scusato con tutti e specialmente con le signore per aver dovuto dire che i tempi erano stretti e quindi per gli accompagnatori non potevamo predisporre dei programmi alternativi (anche se ora vi è un pullman in partenza) entriamo nel vivo della relazione del Governatore.
Io non parlerò tanto del mio programma, perché il mio programma è qualche cosa che vedremo più in là, vediamo il programma del Distretto, quello che il Distretto deve fare.
Voi troverete la mia relazione nelle Vostre cartelle che spero tutti abbiano preso e che sono diverse per ognuno di voi. Un breve inciso: per dare la maggior parte degli strumenti di lavoro ai Presidenti, Segretari, Delegati di Zona e Presidenti di Circoscrizione, le singole cartelle contengono qualcosa in più e di diverso. Per esempio i Segretari troveranno 12 copie del “Rapporto Attività”; quest'anno lo abbiamo modificato ed ogni segretario ne ha dodici copie, tanti quanti sono i mesi da relazionare. Per favore mandatelo anche se non c'è niente da dichiarare. Poi ho aggiunto anche un foglio di indirizzi autoadesivi (sono 24) del Distretto per facilitare l'invio della corrispondenza. Dodici sono sufficienti, ma noi siamo sempre disponibili a ricevere corrispondenza anche oltre i dodici invii. E' un aiuto che vi do, niente più di questo.
Stessa cosa vale per i Presidenti, che troveranno nella loro cartella un altro modulo da riempire. Ho cercato di personalizzare le cose, il tutto per facilitarvi il compito, per darvi strumenti per lavorare, per togliervi il routinario e farvi dedicare a quello che è veramente il lavoro del Lions.
Ora, dopo aver divagato, entriamo nel vivo della relazione.
Ci troviamo tutti di fronte un nuovo anno lionistico. E' veramente nuovo per tutti ed è nuovo per me eletto a Selargius. Io affermo anche che è il primo anno del secolo e del millennio. So che ho degli oppositori, però io resto di questo parere, per ovvii motivi. Siamo tutti nuovi nelle rispettive cariche. L'importante è che siamo vecchi nello spirito di voler fare lionismo, siamo vecchi nella volontà di fare le cose. Cosa è che ci aspetta in questo anno. Secondo me ci aspetta un anno da vivere intensamente tutti insieme, un anno da dedicare, e non voglio dare una priorità, da dedicare ai nostri soci, alle nostre comunità, alla nostra Associazione. Io dico tutti insieme, che a mio giudizio vuol dire prima di tutto ritrovare veramente in ciascuno di noi la voglia, la gioia e l'orgoglio di “vivere il lionismo”, come dice l'amico Taranto, piuttosto che “essere semplicemente Lions”. C'è una grossa differenza, pensateci, vivere il lionismo invece che essere Lions. Ritrovare in noi quelle ragioni che, più o meno tanti anni fa, ci hanno spinto ad accettare l'invito di un amico Lions ad entrare nell'Associazione.
Occorre ritrovare in noi quell'amicizia lionistica, quella voglia di stare insieme, di operare insieme. Secondo me è il famoso cemento, il legante che tiene uniti tutti i nostri soci ed i nostri Club. Così facendo forse riusciremo ad evitare il problema delle dimissioni, forse riusciremo ad evitare, cosa più grave, il problema del mettersi da parte di molti amici, mettersi da parte di fronte alla formazione di fazioni o correnti all'interno dei nostri Club.
Ecco se voi vedete il sito Lions in Internet troverete la definizione di che cosa sono i Lions. Quella più vera, secondo me, è quella che dice che “I Lions sono uomini e donne, che sono convinti che lavorando insieme, anziché individualmente, realizzeranno obbiettivi più ambiziosi”. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che abbiamo tutti dentro la voglia di fare qualche cosa, ci mettiamo con altri amici all'interno di un Club per partecipare come Lions, perché vogliamo, insieme ad altri amici con lo stesso scopo e con gli stessi principi, realizzare cose importanti, più importanti di quelle che potremmo realizzare individualmente.
I soci sono l'unico capitale dei Lions Club. Tutti devono essere coinvolti nelle attività del Club, tutti devono poter fornire il proprio personale contributo e trovare, ovviamente, le gratificazioni personali nello svolgimento della loro attività volontaria. In altre parole tutti i soci devono trovare le loro motivazioni, l'entusiasmo dell'operatività e l'orgoglio dell'appartenenza. Ripeto, tutti, veramente tutti. Un Club è fatto da tutti i soci. Tutti devono partecipare, perché tutti hanno la loro spinta dentro o dovrebbero ritrovarla.
Solo dopo aver rinsaldato questa unità di azione, il Club rinnoverà la capacità di essere sul territorio di percepire, interpretare, affrontare, risolvere i bisogni del territorio stesso. Tutto questo perché ogni socio del nostro Club è un'antenna sul territorio. Se le antenne diminuiscono probabilmente non percepiremo quello che il territorio cerca di dirci. Il Club così facendo riacquisterà la centralità all'interno della nostra Associazione.
Vediamo quindi praticamente quali sono gli obbiettivi primari della nostra annata. Sono obbiettivi semplici, ma importanti. Sono obbiettivi che ognuno di noi può e deve porsi. Sono obbiettivi che ci permetteranno di ritrovarci o meno Lions. Il lionismo di oggi è certamente diverso da quello di ieri e lo sarà da quello di domani. Fermi e solidi sono i nostri principi, ma certamente diverse, necessariamente diverse, le modalità di tradurli in pratica.
Qualcuno ricorderà schemi diversi, motivi diversi, ma la società si è evoluta. Il modo di fare lionismo venti anni fa era vero, era giusto farlo come molti nostri amici ricordano, ma oggi le regole sono cambiate, nel senso che le modalità sono diverse. I principi sono gli stessi e di questi dobbiamo essere sicuri e su questi costruire stando al passo con l'evoluzione della società.
Io non vi dirò in quale fase del lionismo siamo, se siamo nella prima, nella seconda od altro. Io sono sicuro, però, che tutte le fasi sono valide ed hanno la loro valenza in Club diversi, in condizioni diverse: importante è per me che nessuna delle fasi venga scartata aprioristicamente dai nostri Club. Questo sarebbe un errore.
I service locali sono un'altra cosa importante. Sono la connotazione ed il capitale sociale del Club sul territorio. Questi vanno portati avanti, perché la comunità spesso identifica il Club con i service locali; in genere sono pluriennali e quindi sono conosciuti e radicati nel territorio.
Parlando di temi e service andiamo subito a vedere quello che è successo quest'anno. E' successa una cosa un po' particolare, perché ci eravamo abituati ad un tema nazionale, un service nazionale ed un service distrettuale. Quest'anno ne troviamo cinque. Mi auguro che a nessuno venga in mente di dire che la colpa è di qualche altro, la colpa è nostra, se vogliamo chiamarla colpa, perché a Selargius l'assemblea, nel pieno dei suoi poteri, ha stabilito di avere anche un tema distrettuale ed all'assemblea nazionale di Lecce poi sono stati deliberati due service ed un tema nazionali.
Così oggi ci troviamo di fronte ad un tema di studio nazionale che si chiama “Sorella acqua per il 2000, conoscerla per salvarla”. E' finalizzato a richiamare l'attenzione di tutti sull'importanza che il bene acqua riveste nel nostro futuro. Il tema vuole educare all'uso corretto ed al risparmio attraverso una azione formativa, normativa ed educativa, rivolta alle scuole, alle famiglie, alle aziende ed alle istituzioni. Comunque, per quanto attiene il tema ed i service nazionali riceveremo degli approfondimenti che ci permetteranno di passare dal Distretto ai Club indicazioni più operative.
Uno dei service nazionali è “Fondazione banca degli occhi Melvin Jones”, che propone un'opera di sensibilizzazione per la donazione delle cornee, la creazione di centri di espianto collegati con la banca e la ridistribuzione di queste cornee dalla banca a centri, nazionale o regionali, che ne facessero richiesta.
Il secondo service è la riproposizione del “Progetto Infanzia serena, tutela dei minori”.
E veniamo al tema di studio distrettuale, al quale non eravamo abituati. Si chiama “Le radiazioni elettromagnetiche, problematiche socio economiche ed impatti ambientali” Suggerisce di svolgere una attività informativa nelle diverse realtà in cui operano i Lions Club, finalizzata alla sensibilizzazione ed alla risposta ai quesiti che la popolazione si pone. Non mi sembra tanto semplice, ma in tutti i modi siamo sicuri che ci adopereremo per darvi gli strumenti per applicarlo nel vostro Club.
L'altro service “Il contributo dei Lions Club nell'inserimento dei giovani nel mondo del lavoro” è la continuazione del service dell'anno passato che ha avuto un grosso successo.
Arriviamo così a cinque tra temi e service distrettuali e nazionali, che, secondo le nostre regole, impegnano i Club a far conoscere all'esterno, non all'interno di essi, il parere ed il pensiero dei Lions in merito agli argomenti trattati. Questa è l'idea fondamentale e su questa costruiremo.
Arrivati a questo punto abbiamo cinque argomenti, il che mi ha indotto a rinunciare al Service del Governatore in quanto proporne un altro mi sembrava un po' esagerato, anche se devo riconoscere che i service del Governatore degli ultimi anni hanno raggiunto dei notevoli successi. In sostituzione ho creato delle posizioni di singoli amici, le vedrete nell'Ordinamento, che continueranno a seguire i service degli anni precedenti in modo tale che se qualcuno dei nostri Club volesse continuare sul proprio territorio uno di questi service possa continuare a svolgerlo anche con l'ausilio del Distretto. Non un Comitato quindi ma una persona che può aiutare i Club.
L'azione del Distretto sarà fondamentalmente di coordinamento, finalizzato a dare ai Lions Club più di quanto chiedere loro, con lo scopo di liberare i nostri Club dai compiti routinari affinché possano dedicarsi alla comunità ed alla presenza attiva sul territorio. Vi do gli strumenti, vi semplifico l'attività routinaria amministrativa per convogliare tutte le nostre energie là dove devono essere, sul territorio.
L'Ordinamento distrettuale vedrà un numero molto limitato di Comitati mentre aumenterà il numero di singoli amici che occuperanno singole posizioni. Intendo immettere nell'Ordinamento, che si è dimostrato esser un enorme e gigantesco puzzle, un buon numero di Presidenti di Club delle ultime annate e vorrei che gli amici, che già hanno dato molto al Distretto e che non dovessero trovarsi coinvolti in prima persona, partecipassero ancora dando il loro apporto. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che si può e si deve partecipare alla vita di Distretto, perché siamo Lions e non perché siamo Officer; Officer è solo un'aggiunta amministrativa, un amico chiamato a coordinare.
I Distrettuali e le Assemblee sono fatte per i Lions. Tutti possono partecipare, oserei dire che tutti dovrebbero partecipare. Io spero che chi non si trovasse nell'Ordinamento, dopo aver dato molto al Distretto negli anni passati o molto al Club, non pensasse ad una “diminutio”, tutt'altro!. E' solo un naturale avvicendamento, e non toglie la possibilità della partecipazione. Le nostre Assemblee devono essere uno scambio di vissuto lionistico ed il vissuto lionistico di tutti indistintamente serve a creare il vissuto del Distretto. Su questo io conto.
Altra cosa importante è il sito Internet. Il Governatore Pegoraro l'ha avviato e noi lo svilupperemo dandogli una connotazione operativa. Quando sarà a regime, se vi serve lo Statuto, il Regolamento, un modulo, li potrete scaricare dal sito predisposto. Sarà una biblioteca dalla quale potrete trarre informazioni e documenti operativi, oltrechè mettervi in mostra i Service, sia nel sito del Distretto sia in quello del singolo Club. Quello che io auspico possa avvenire al più presto è la costituzione di tanti siti di Club quanti sono i nostri Club in modo da creare una ragnatela di siti del Distretto 108 L, tenendo presente che quella sarà la più grande vetrina che noi potremo mai avere, una vetrina multimediale.
Il Distretto darà il proprio supporto per portare a soluzione molte problematiche. Intendo con questo il reclutamento di nuovi soci, parlo della formazione/informazione dei nuovi e dei vecchi soci. Permettetemi di sottolineare questo. Io credo molto che sia i nuovi che i vecchi soci possano ritrovarsi insieme per parlare del nostro lionismo vissuto. Il vissuto di chi ha fatto quaranta anni di lionismo è estremamente valido, ma su quello va costruito, va scambiato e va portato alla conoscenza di quelli che non lo hanno, di quelli che hanno un vissuto più giovane. In particolare, e ciò vale sia per i giovani che per i vecchi soci, occorre informare e formare sull'evoluzione della nostra Associazione, che si muove con l'evoluzione della società. Ci sono tutta una serie di problematiche che nel tempo si sono modificate e quindi c'è la necessità di apprendere e di aggiornarsi per poter poi costruire. Intendo con questo la leadership, la formazione degli di Officer di Club, l'immagine dei Club e dell'Associazione. A tal proposito certamente sapete che l'Associazione Internazionale ha commissionato ad una Agenzia Mondiale – la Ketchum Worldwide - la cura dell'immagine del Lions International. Qualcosa è già stato fatto: siamo apparsi sul TG 1 e su innumerevoli comunicati stampa. Sono tutti piccoli passi avanti, che con grossi investimenti e grande sforzo la Sede Centrale sta facendo e che noi dobbiamo contribuire a portare avanti.
Altra cosa importante è il Centro Studi Distrettuale, al quale io vorrei demandare la conduzione di una parte delle Assemblee distrettuali, con la trattazione di temi ed argomenti richiesti anche dai nostri Club e dai nostri soci. Un Centro Studi di tipologia interattiva e di grande approfondimento del pensiero.
Il Centro Studi dovrebbe intervenire nelle Assemblee su temi specifici della Regione e delle comunità. Il nostro Centro Studi deve essere un elemento attivo, pensante, pulsante, e pulsante con l'Associazione. Noi ci riuniamo nelle assemblee ed il Centro Studi deve contribuire con il proprio apporto.
Altro obiettivo importante è ritrovare o consolidare i contatti con i Leo Club. Io vorrei che noi conoscessimo loro e che loro conoscessero noi. Noi diciamo sempre che i nostri Leo sono i nostri rimpiazzi (anche se non automatici), li abbiamo creati, li abbiamo tirati su, hanno fatto dieci, quindici, venti anni di lionismo. I principi sono gli stessi, le modalità operative sono ovviamente diverse. E' è un grosso capitale che purtroppo va grandemente disperso. Nel programma del Presidente Internazionale entrante Jean Behar vi è una parte particolare riservata a questo problema. A livello di 108 L, vorremmo fare un distrettuale insieme Lions e Leo e di questo ne ho parlato a Simone De Sio. Se riusciremo a fare questo ci conosceremo un po' di più, forse riusciremo a capirci un po' di più, nelle nostre identità ben distinte nell'ambito della stessa associazione.
Un altro problema, che ho in eredità, è che non abbiamo le sedi dei Congressi Distrettuali. Parlo dei Congressi di autunno e di maggio. In genere si parla sempre di quello di maggio, dimenticando quello di autunno, ma i Congressi nel nostro Distretto sono due ed il primo è quello di Autunno per la discussione delle grandi tematiche dell'Associazione, come scritto nello Statuto. Non ho la sede per nessuno dei due. Se qualcuno si sente animato da grande spirito e vuole sacrificarsi nella conduzione ed organizzazione di uno dei due, si faccia avanti. Noi stiamo preparando una specie di specifica, che dice cosa ci vuole, per evitare di trovarci in alberghi dispersi ed in un ambiente che non ci contiene tutti.
Ho detto nella relazione a vostre mani che ho una specie di problema di coscienza. Il mio problema di coscienza viene dalla quota multidistrettuale. A Lecce, contrariamente alle aspettative di coloro che a Selargius pensavano “adesso approviamo la quota a £ 141.000, qualunque cosa succeda a Lecce” poiché in genere nei nazionali la quota aumenta, la quota è stata ridotta di £ 4.000 a socio ed il problema del Governatore è quello se restituire i soldi ai Club, andando contro il dettato di Selargius, cosa che non dovrei fare, oppure di mettere questi fondi a frutto nel Distretto ove sussistono una serie di problematiche. La risposta la daremo ovviamente al primo Gabinetto distrettuale, quando il Governatore entrante presente il proprio bilancio.
Come ho detto a Selargius, agli inizi di luglio vorrei incontrare tutti i Presidenti di Club. Un incontro per parlare tra noi, niente più di questo. Il tutto in quattro mezze giornate con due Circoscrizioni per volta. Sono incontri in cui io vorrei parlare con i Club. Vorrei parlare di tutto. Vorrei sentire cosa dicono e mi raccontano i presidenti. Parleremo a ruota libera, senza un preciso ordine del giorno. Deve essere uno scambio di vedute sul vissuto lionistico.
Voglio chiudere con il mio motto. So che qualcuno non me lo perdonerà, ma è in italiano. Io in latino non sono mai stato tanto bravo. Inoltre è abbastanza semplice.: “Pensiero - Azione - Innovazione”. E' una specie di linea strategica. “Pensiero”, vuol dire che noi siamo, dobbiamo essere uomini di pensiero, però dopo il pensiero ci vuole l'azione, tutto questo in un ambito di innovazione. Questa è una linea strategica, secondo me, che va insieme a quella che deve essere la tattica e cioè “Tutti - Insieme - Per gli altri”. Io vi ringrazio tutti e rimando l'appuntamento all'incontro con i Presidenti e con tutti gli altri in occasioni successive. Tenete sempre presente che io sono sempre a disposizione. Il mio telefono lo conoscete. Spero che Voi vogliate essere non a disposizione del Governatore, ma del Distretto, a disposizione delle vostre Zone, a disposizione delle vostre Circoscrizioni, a disposizione più che altro dei vostri Club e dei vostri Soci. Grazie a tutti.


Lion Enrico Cesarotti - DG
11 giugno 2000


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  Last update July 30 th , 2000    
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