
Tema di studio nazionale
di Gigliola Solinas*
Sabato 20 marzo presso il
Liceo Scientifico “Pitagora”
di Selargius il
lions club di Selargius
ha dibattuto il tema di studio nazionale,
affrontando in particolare la “violenza
domestica” e lo “stalking” dal
punto di vista degli aspetti psicologici
e legali. Non è stato il solito seminario
o tavola rotonda, no!
E’ stato un interloquire con i numerosi ragazzi convenuti delle 3° e 4° classi liceali.
Questo tema di grande attualità, è stato trattato in collaborazione con il Centro Antiviolenza “Progetto Donna Ceteris” di Cagliari, la cui presidente Silvana Maniscalco è anche socia fondatrice del nostro club e che, con la passione che sempre la contraddistingue, è stata ben lieta di trattare e far sviluppare, analizzare e discutere questo grande e attuale problema dalle specialiste del Centro Antiviolenza.
Alla trattazione del tema seguirà un percorso laboratoriale sulla violenza di genere, che si svolgerà negli ultimi mesi di quest’anno scolastico o nei primi mesi del prossimo.
Gli interventi saranno tenuti dalle specialiste del Centro e saranno articolati con incontri di formazione sulla violenza domestica e sul fenomeno dello stalking nelle sue diverse tipologie.
Sarà attuato anche un laboratorio di arteterapia per stimolare con diverse modalità di comunicazione la consapevolezza delle diverse emozioni.
Dopo il saluto della nostra presidente Graziella Puddu, Silvana Maniscalco ha spiegato ai ragazzi intervenuti le varie fasi del progetto, che si prevede continuerà nel prossimo anno scolastico e racconta le esperienze del Centro Antiviolenza, insistendo sull’importanza di questo a difesa delle molte donne vittime di violenza.
Fa scorrere sul video delle immagini veramente toccanti di giovani donne uccise: Sonia aveva 20 anni quando fu uccisa dal marito con efferata violenza, dopo aver deciso di separarsi e porre fine così alla vita d’infermo che stava vivendo; Maria, fatta e pezzi e buttata nel pozzo; Valentina aveva solo 14 anni quando degli amici, dopo averla violentata, la lasciarono morire in un casolare!
Ma quante Maria, Sonia, Valentina ci sono state in questi ultimi anni, mesi, giorni! Tante, troppe e sempre ci si è rassegnati di fronte al fatto compiuto!
La violenza domestica è la prima causa di morte delle donne nel mondo, infatti, non è il tumore al seno, né altre malattie, né gli incidenti stradali e nemmeno la guerra, ma la violenza che subiscono dagli uomini: mariti, ex mariti, conviventi, pretendenti, padri, fratelli, etc… -“La violenza sulle donne serve al genere maschile per conservare con la forza e il terrorismo il potere sul genere femminile” - così asserisce la psicologa del Centro la dott.ssa Milena Spingola, che precisa che non sempre la violenza emerge: le vittime spesso non denunciano gli abusi ed i maltrattamenti subiti perché si sentono in colpa o hanno paura per sè e per le ripercussioni sui figli, o perché hanno poca fiducia nelle forze dell’ordine o, ancora, perché ritengono che quanto accaduto sia una questione privata e che va tenuta nascosta.
Per questo motivo le numerose associazioni di volontariato che affrontano il problema, tendono a sensibilizzare e informare sempre più sia le vittime stesse, offrendo loro supporto ed aiuto psicologico e legale, sia la società che sembra troppo spesso non esserne colpita.
Il fenomeno della violenza è tristemente trasversale, colpisce a prescindere dalla cultura, dal censo, dalle strutture sociali, insomma dalle società più avanzate a quelle meno progredite: violenza che spesso passa inosservata perché intrinseca alla cultura stessa in cui si nasce e si vive!
Questi e altri argomenti riguardanti la violenza domestica sono stati trattati sia da Silvana Maniscalco che dalle altre relatrici.
Si è anche parlato di stalking, fare la posta, violare la libertà personale con telefonate, inviare lettere, sms, email indesiderate, ricevimento di doni e/o fiori non graditi, pedinamenti, appostamenti ma anche minacce e in alcuni casi aggressioni personali verbali e/o fisiche.
Per poter parlare di stalking bisogna essere in presenza di comportamenti agiti intenzionalmente e tali da suscitare nelle vittime, nei familiari e nei conoscenti, reazioni di paura, disagio psicologico e relazionale; così ci informa la responsabile dello sportello antistalking la dott.ssa Antonella Pirastru.
Lo stalking non è un fenomeno omogeneo, per questo motivo non è possibile tracciare un identikit del tipico stalker: sono le denunce e i casi risolti dalla giurisprudenza a rivelare le caratteristiche di questi individui e il tipo di relazione in virtù delle quali scelgono le loro vittime.
I comportamenti assillanti possono provenire indistintamente da un uomo o da una donna, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di un uomo, partner o ex partner della vittima.
Il persecutore/trice in alcuni casi non accetta il distacco originato dalla fine di una relazione di coppia o non sopporta il rifiuto alle sue attenzioni: l’essere ignorato/a, frainteso/a lo inducono ad attaccarsi sempre più alla persona amata, nei confronti della quale il desiderio diventa morboso e improvvisamente diventa un incubo.
E’ interessante, fa notare la dott.ssa Pirastru, come ancora oggi il telefono sia lo strumento prediletto per i primi contatti anche se non è da trascurare il ruolo crescente del computer: nell’era informatica sono in aumento i cosiddetti “cyberstalker” ossessionati dalla vittima conosciuta in chat.
Moltissimi casi di stalking e di violenza si consumano all’interno delle mura domestiche, di quelle mura che dovrebbero rappresentare per le donne un porto sicuro.
Dal punto di vista legale ci informa l’avv. Alessandra Boldetti, il soggetto perseguitato può ottenere tutela denunciando il suo persecutore, chiedendo la punizione per i reati di molestia e violenza privata e invocando l’applicazione della Legge del 2008 approvata dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati contro “gli atti persecutori e la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.
Questi reati attraverso gli artt. 612 bis e 612 ter vengono puniti con una pena da 4 a 14 anni se il fatto è commesso in seguito ad atti persecutori di cui all’art.612 bis (fino a 6 anni).
Questi e altri argomenti si discutono con gli studenti i quali, molto attenti, prendono appunti e si prenotano per far parte del progetto sulla violenza di genere.
Purtroppo l’orario a nostra disposizione è terminato ma un’ultima domanda è stata posta ai ragazzi: secondo voi nell’era moderna Dante e Petrarca potrebbero essere eventuali stalker?
La risposta è affermativa! Povera Beatrice e povera Laura!!!
* lions club Selargius