
Il 10 aprile siamo stati testimoni
di un grande avvenimento
nazionale, organizzato
e gestito con maestria
dal distretto 108L: la celebrazione
della “VI Giornata della Cittadinanza
Umanitaria”.
Una sede prestigiosa in Roma (la sala conferenze della presidenza del Consiglio dei Ministri); un parterre stracolmo di lions provenienti dai diversi distretti; relatori di fama e presenze multietniche: questo la scenario della manifestazione.
Prima di addentrarci nel resoconto della “Giornata”, peraltro ricca di messaggi e di significati, è necessario fare un po’ di storia.
A fondamento della cittadinanza umanitaria vi è la promulgazione della “Carta” della stessa. Essa fu approvata nel Forum di Roma, risalente all’ottobre 2004.
Al Forum di Bucarest (2007) la “Carta” è diventata programma operativo per tutti i distretti d’Europa.
Da segnalare che il prossimo Forum di Bologna (novembre 2010) avrà come tema generale “I lions portatori di cittadinanza umanitaria”.
Ideatore, propugnatore, estensore della “Carta” è stato il PID Ermanno Bocchini, che ha avuto l’intuizione ed ha lottato per il propagarsi di un’idea, presente in molti di noi.
Egli ha avuto il
merito di averla resa
visibile, di interpretare
i sentimenti di quei
lions che hanno avvertito
nel nostro modus
operandi delle inadeguatezze
e delle insufficienze.
Nella “Carta” sono ribaditi concetti a tutti noti: gli scopi universali ed imperituri della nostra associazione, ma vi sono inclusi mezzi nuovi e più moderni per raggiungere gli obiettivi, in una società in continua ed incessante evoluzione.
Bocchini afferma che oggi occorre una più incisiva partecipazione civica.
Il messaggio è che i club possano diventare strumenti e mezzi per la comprensione dei popoli, per la salvaguardia delle libertà, sottolineando l’importanza della promozione dei diritti umani fondamentali.
Il nostro obiettivo comune deve essere quello di sradicare la povertà, promuovere l’inclusione e la giustizia sociale, portare gli emarginati nel flusso dell’economia e della società globale.
Promozione, quindi, della coesione e dell’integrazione sociale.
Integrazione che si realizza attraverso l’accesso facilitato all’istruzione, all’assistenza sanitaria, ai servizi fondamentali come acqua potabile, fognature ed energia elettrica.
Oggi, infatti, alla
richiesta della tutela
delle libertà fondamentali
dell’Uomo, si aggiunge e si contrappone la rivendicazione
di diritti di tipo ancor più generale,
riguardanti la garanzia ed il mantenimento
della pace, il controllo delle
risorse del pianeta, la protezione
dell’ambiente, la lotta alla povertà, il
miglioramento della salute, delle condizioni
di lavoro, la vita delle generazioni
future.
Cambia il soggetto dei diritti, che non è più il singolo individuo, bensì il genere umano nel suo insieme.
E cambia anche l’istanza cui si fa appello per garantirli, che non è più soltanto lo Stato nazionale, ma sono le istituzioni internazionali che rappresentano l’umanità.
Cittadinanza umanitaria significa che l’aiuto umanitario rappresenta solo il primo dei diritti di cittadinanza.
Essa consiste in primo luogo nella promozione dei diritti umani fondamentali e della libertà di tutti i popoli del mondo.
Significa sviluppare uno spirito di maggiore comprensione; essere cittadini d’Europa per diventare, poi, cittadini del mondo, di un mondo senza catene e senza frontiere, senza guerre e senza fame o carestia.
Poiché nessun Paese è uscito dal sottosviluppo grazie agli aiuti umanitari, oggi questo aiuto cambia volto perché deve inserirsi in programmi di sviluppo socio- economico.
Il direttore
di Pasquale D’Innella Capano*
Oltre la Carta dei Diritti Umani, c’e’ la Carta della Cittadinanza Umanitaria voluta dai lions e portata dall’Europa fino alla Assemblea Generale delle Nazioni Unite. E’ quanto annunciato dall’On.le Vincenzo Scotti, sottosegretario agli Affari Esteri, durante il convegno di celebrazione della VI Giornata Nazionale della Cittadinanza Umanitaria Lions tenutasi a Roma il 10 aprile scorso.
L’evento, organizzato
dal responsabile distrettuale
Sandro Gasbarri,
presso la sala
conferenze della Presidenza
del Consiglio
dei Ministri, ha riunito a Roma gli
ambasciatori di Zimbabwe, Uganda e
Mozambico, la vice presidente della
commissione degli affari esteri della
Camera dei Deputati, On.le Fiamma
Nirenstein, il sottosegretario
agli Affari
Esteri On.le Vincenzo
Scotti in rappresentanza
del Governo, l’On.le
Davide Bordoni in rappresentanza
del Sindaco
di Roma
Gianni
Alemanno
e, per la associazione
dei lions
club, il presidente
del
Consiglio dei Governatori, dr. Achille
Ginnetti.
Relatore ufficiale della celebrazione
è stato il prof. Ermanno Bocchini, past
direttore internazionale e rappresentante
del Lions Club International al
Consiglio d’Europa.
I lavori sono stati introdotti e diretti
dal governatore del distretto 108L dr.
Giampiero Peddis.
Divisa in due sessioni separate, la giornata nazionale della “Cittadinanza Umanitaria” ha approfondito, con l’introduzione del governatore Giampiero Peddis, le radici storiche e filosofiche della iniziativa internazionale lions e, con la relazione del prof. Ermanno Bocchini, celebrato con una vera lezione magistrale, la portata, l’importanza e le finalità che essa rappresenta nel contesto civile, politico, economico e religioso dei nostri attuali sistemi di governo.
Se il rispetto, come afferma Giampiero Peddis nella sua introduzione, (vedi newsletter LIS n. 689 del 14 aprile 2010) è fondamento dell’arte politica e del saper vivere, e se esso rivolto alla persona non solo ne fa emergere la dignità ma ne consente anche il suo divenire, allora il rispetto entra di fatto nel processo di appartenenza ad una stessa società, quindi di partecipazione ad una stessa cittadinanza, umanitaria appunto.
L’accoglienza entra quindi di prepotenza nella “Mission” dei lions che, così diventano portatori di cittadinanza umanitaria attiva.
Qui inizia il percorso della cittadinanza umanitaria all’interno dei nostri sistemi governativi e degli indirizzi di fede religiosa illustrato dal prof. Ermanno Bocchini, primo estensore della “Carta della Cittadinanza Umanitaria” proposta all’internazionalità dal nostro Ministero degli Esteri attraverso l’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Perfetta identità di vedute con la politica
di affermazione dei diritti umani
sviluppata nei recenti anni dal Governo
italiano e da questo portata infatti
al vaglio delle Nazioni Unite.
Con convinta puntigliosità l’On.le Vincenzo Scotti, sottosegretario al Ministero degli Affari Esteri, scorre quanto fatto in difesa dei diritti umani.
Già nel biennio 2007-2008 l’Italia ha voluto e proposto la mozione ONU che ha portato alla moratoria sulla pena di morte.
Ben 150 Paesi l’hanno sottoscritta e di questi 90 hanno effettivamente abolito le esecuzioni capitali dalle loro leggi mentre ancora 50 la mantengono e talvolta purtroppo la applicano.
La direttrice su cui oggi l’Italia si muove - dice il sottosegretario Scotti - è quella di operare a favore dei diritti delle donne e della libertà religiosa delle persone.
La violazione dei diritti femminili è violazione dei diritti umani se non, addirittura, crimine di guerra come ha voluto sancire la “Conferenza Internazionale sui Diritti Femminili”, tenutasi nell’ultimo G8 del 2009 sotto la presidenza italiana.
La difesa della libertà religiosa delle persone equivale alla difesa della loro dignità di Uomini, essendo la religione una delle più antiche esigenze del genere umano nel suo insieme.
La via di queste autentiche battaglie verso la cittadinanza umanitaria passa attraverso la elevazione delle città a mondi eterogenei che raccolgono in un unico contesto diversità etniche, culturali e religiose.
Non più e non solo
le Nazioni ma le Città chiedono integrazione
e cittadinanza umanitaria.
La “Città Integrata” - racconta l’On.le Vincenzo Scotti - è stato il punto focale, appoggiato fortemente dalle delegazioni italiana e canadese, di una giornata di riflessione nel settembre 2009 presso le Nazioni Unite.
Oggi l’Italia si candida solidamente a entrare nel comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite dove, con l’appoggio di molti, lancerà la convocazione di una assemblea generale da aprire non solo agli Stati ma anche a tutti gli attori della integrazione multietnica, multiculturale e multireligiosa.
Ecco allora delinearsi - annuncia il sottosegretario Scotti - la opportunità di fissare, a data da destinarsi, una conferenza internazionale aperta non solo alle nazioni ma anche alle Nazioni Unite, agli Stati, alle Regioni, alle ONG, alle istituzioni economiche, politiche e religiose nonché ai Governi delle città dove il problema della integrazione trova il suo punto di maggiore dolenza.
Con questo impegno, l’Italia si incammina e guida il processo di apertura dei paesi occidentali verso la cittadinanza umanitaria che diventa, così, un obiettivo comune di tutti i Popoli e non solo l’idea di una associazione di servizio.
L’Italia porterà in questo progetto tutta la sua credibilità e la sua capacità di operare al servizio dei diritti umani.
Con questo processo l’impegno
lions di cittadinanza umanitaria attiva
diventa un impegno di tutta la comunità
italiana e - riprende il governatore
Giampiero Peddis - la associazione
del lions club sarà pronta a tutti gli apporti
che si riterranno necessari a livello
governativo.
Ma cosa ci potrà essere di concreto nel futuro?
A questa domanda risponde chiaramente l’On.le Fiamma Nirenstein, vice presidente della Commissione Esteri alla Camera dei Deputati.
Qui è la politica attiva che parla.
Convinzioni precise nate da analisi rigorose e poche illusioni.
I diritti non si affermano con le declamazioni.
Nessuna rivoluzione è nata per caso o per volere dei buoni.
La salvaguardia dei diritti, nelle convenzioni internazionali, nascono da contrapposizioni di interessi e quelli commerciali sono i più sentiti.
Per la apertura delle frontiere URSS alla circolazione delle persone - afferma l’On.le Fiamma Nirenstein - giovò l’emendamento Johnson della amministrazione Reagan: “nessun accordo commerciale finché la Russia non accetta aperture sui diritti dei suoi cittadini”.
E’ dalle crisi che nascono le modifiche alle situazioni.
Così oggi la enorme differenza fra Stati del primo e gli Stati del terzo mondo potrà colmarsi solo se alle Nazioni Unite vengono posti vincoli commerciali da scambiare a favore della affermazione dei diritti umani.
Il petrolio è una buona merce di scambio che sicuramente convincerà molti Stati a rivedere le loro leggi e le loro abitudini.
Nei lavori della “VI Giornata Nazionale
della Cittadinanza Umanitaria”
c’e’ grande posto per testimonianze
vere, dirette e,
con la presenza degli ambasciatori
di Zimbabwe, Uganda
e Mozambico, altamente
rappresentative degli interessi
nazionali di intere e vaste popolazioni
Musiche di intensa emotività come “We are the World” di Michael Jackson e “Ballade Pour Valentine” di Richard Clayderman, riempiono la sala delle conferenze della Presidenza del Consglio dei Ministri e accompagnano scenari e visioni evocative dei bisogni umani e della grandiosità della natura che lega tutti in un unico destino.
Il grazie di giovani studenti esteri in rappresentanza dell’Asia, della nostra Europa, dell’Europa dell’Est e della grande Africa, risuona nella sala a portare l’abbraccio corale fraterno ed umanitario dei rispettivi popoli.
Non manca, a ricordare l’internazionalità della città di Roma, che ospita circa 300 mila stranieri coinvolti in pieno processo di integrazione, il saluto del sindaco Gianni Alemanno portato alla assemblea lions dall’Assessore alle Attività Produttive, del Lavoro e del Litorale, On.le Davide Bordoni. Margaret Muchada, ambasciatrice in Italia della Repubblica dello Zimbabwe, Margaret L. Kyogire, Ministro Consigliere della Repubblica dell’Uganda e Carla Mucavi, ambasciatrice della Repubblica di Mozambico esprimono il loro sostegno alla importante iniziativa lions.
In Zimbabwe c’e’ un modo realistico di interpretare la cittadinanza umanitaria e di applicarla: nei villaggi è la partecipazione degli individui alla vita sociale, l’accesso come “persona” di tutti agli stessi diritti; a livello nazionale il progetto si attua attraverso l’istruzione come “Education to the Umanitary Citizenship”.
Quindi una istruzione generale, universale, e una istruzione dedicata allo sviluppo della cittadinanza umanitaria da portare dovunque nel Paese.
Il problema in Zimbabwe
si pone soprattutto nei confronti
della condizione femminile e
dell’infanzia dove operano nel Paese,
oltre ai lions, anche i rotary e altre organizzazioni
umanitarie.
Il Governo dello Zimbabwe, che guarda all’Italia come alla culla del cristianesimo con la presenza del Vaticano, sa bene quali siano le difficoltà da superare per portare al successo questi sforzi e crede che il miglior modo per supportarli è quello di diffondere l’istruzione nel Paese.
L’Uganda è un Paese dove drammaticamente si pone il problema delle madri “single”.
Ogni giorno 16 donne muoiono per complicazioni della gravidanza o per problemi di parto.
La maternità è vista sia nello Stato, sia nelle comunità locali, come un problema individuale della donna vissuto in totale abbandono e in solitudine.
Da qui un invito ai lions ad intervenire con la forza della loro organizzazione e della loro missione per diffondere nel Paese la cultura della solidarietà e della affermazione dei diritti della donna.
In Mozambico, dopo la conquista dell’indipendenza nel 1975, si sono avuti 16 anni di guerra interna con intere fasce di popolazione costrette a lasciare il Paese ad un destino di povertà e di bisogno.
La pace, raggiunta con l’interessamento della comunità internazionale ed in particolare con l’aiuto dell’Italia, ha restituito il Paese allo sviluppo e alla crescita avviando un processo di autodeterminazione e di pratica della democrazia attiva.
I lions sono una organizzazione molto attiva in Mozambico e questo progetto di cittadinanza umanitaria deve essere portato avanti insieme all’emancipazione femminile e la difesa dei diritti dei bambini con un grande programma culturale da diffondere soprattutto con una migliore educazione scolastica.
La giornata lions si conclude con le parole del presidente Ginnetti. Parole semplici ma chiare. I lions sono una organizzazione di volontariato attivo rappresentata nei maggiori organismi internazionali come l’Onu, l’Unione Europea, la FAO, l’OMS e l’Unicef.
Le nostre cliniche oftalmiche sono considerate dall’OMS un modello di intervento da imitare ed estendere come possibile.
Il pensiero di Melvin Jones “non si
può andare lontano finché non si fa
qualcosa per gli altri” ha segnato la
nascita del lionismo ma ancora ne
traccia la strada per superare la crisi di
indentità che stiamo vivendo. La strada
del lionismo di domani è quella
della cittadinanza umanitaria.
La nuova “Mission” dei lions “permettere ai volontari di servire le proprie comunità, rispondere ai bisogni umanitari, favorire la pace e promuovere la comprensione internazionale attraverso i lions club” racchiude in sé il nuovo orientamento lionistico e porta direttamente alla affermazione dei diritti umani e dei contenuti della “Carta della Cittadinanza Umanitaria Lions”.
Da questa “VI Giornata Nazionale della Cittadinanza Umanitaria” un messaggio chiaro, forte e condiviso di profondo rinnovamento e di nuovo impegno per tutti i club lions e per ciascun lions di farsi portatori di cittadinanza umanitaria a sollievo dei bisogni e dei diritti di tutti gli Uomini, di tutte le Donne e di tutta l’Infanzia delle Città, delle Nazioni e dei Popoli di questo nostro grande e purtroppo sempre più sofferente pianeta.