
di Leda Puppa*
Anno 1994: “Quaderni del Lionismo” n°
38b. Prime pagine.
L’allora direttore della rivista “The Lion”, Martinenghi, scriveva”... se ciascuno di noi mettesse anche solo una piccola parte dell’iniziativa e dell’impegno che mette nella sua attività professionale, i club e l’associazione tutta potrebbero fare un salto di qualità e svolgere più efficacemente la loro azione…” e ancora “...per utilizzare al meglio gli strumenti e le risorse di cui si dispone bisogna conoscerli a fondo”.
Nella pagina seguente il PDG Antonello Tondo scriveva :”...la scarsa partecipazione attiva e le immissioni non ponderate convergono nella quasi totalità dei casi nella mancanza di conoscenza del lionismo”.
Amici, dopo 16 anni la sostanza di ciò che da tempo ci stiamo dicendo poco è cambiata.
Allora bisogna mettere i così detti paletti: delineare i confini di ciò che è autonomia e ciò che non può più esserlo.
Un club è autonomo quando decide “i service” per il proprio territorio.
Un club ha, però, regole che deve seguire quando nomina i delegati o quando forma un direttivo.
E dove sono le regole da seguire perché un club sia integrato nel distretto o sia propositivo per il distretto?
Il club è formato da soci.
I soci prendono un impegno quando entrano in un club lions.
Servizio volontario vuol dire prestare la propria opera a favore della collettività.
Volontario vuol dire fare il possibile per portare a termine l’impegno preso.
Quando si entra in un club lions si prende il pacchetto intero, senza sconti e poiché l’associazione ha una sua struttura è indispensabile partecipare per conoscere gli aspetti normativi e strutturali che fanno parte dell’essere lions.
Non saremo mai efficienti ed efficaci nelle nostre azioni se non impareremo ad essere lions a 360°.
Le analisi fin qui fatte ci dimostrano che per molti l’appartenere all’associazione non ha grande rilevanza nel quadro generale della loro vita..
E allora? Io non ho certezze ma, sicuramente, un primo passo può essere fatto proprio con l’immissione del nuovo socio ed un messaggio chiaro a quanti sono già soci: l’impegno preso è servizio serio, dovere, obbligo.
Tutti i soci di un club, alternandosi, devono partecipare ad assemblee distrettuali, di zona, circoscrizione e congressi perché il club sia sempre informato su quanto l’associazione fa, delibera o innova.
Se l’informazione e la formazione periodica continuano ad essere solo un invito e non un dovere sentito “dell’essere lions”, sarà difficile parlare di innovazione, cittadinanza umanitaria, di servizio attivo e così via…
Può sembrare stonato parlare di obbligo in un’associazione di volontari, ma non lo è!
Non siamo volontari occasionali!
Siamo un’associazione strutturata con molte aree di intervento che necessariamente si adegua al cambio dei tempi e questo presuppone che i suoi associati siano continuamente informati, preparati perché la loro azione sia efficace.
Il socio di qualità è colui che ha la propensione al servizio di chi ha bisogno, ma anche della associazione a cui appartiene.
Vi lascio con una frase del PDG Osvaldo de Tullio, tratta sempre da quel quaderno 38b: “la consapevolezza dei fini e insieme degli strumenti associativi è la precondizione per un ottimale risultato della nostra azione”…ed io aggiungo “se questo non accade allora non siamo lions, allora siamo fuori dall’associazione”.
Saremo di meno ma più efficaci e, magari, con una immagine migliore!
* presidente V circoscrizione